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Studio legale internazionale Saccucci Fares & partners

Studio Legale Internazionale
Saccucci Fares & Partners (SFP)

Fondato dall’Avv. Prof. Andrea Saccucci e dall’Avv. Prof. Guerino Fares, lo Studio legale internazionale Saccucci Fares & Partners (SFP) si propone nell’attuale mercato dei servizi legali come una realtà dinamica, altamente specializzata, a carattere plurisettoriale e vocazione fortemente internazionalistica, dotata di un’organizzazione evoluta e in grado di offrire una varietà di servizi integrati, di consulenza e assistenza giudiziale e stragiudiziale, in materie particolarmente complesse che richiedono competenze di natura interdisciplinare. Lo Studio SFP opera principalmente nel campo dei diritti umani, del diritto internazionale, del diritto civile, del diritto amministrativo e del diritto sanitario e farmaceutico, assistendo una variegata clientela nazionale e internazionale (privati, società italiane e straniere, enti pubblici, strutture sanitarie pubbliche e private, organizzazioni non governative, associazioni di categoria, ecc.). Negli ambiti di sua specializzazione, lo Studio SFP può contare su solide partnership professionali nazionali e internazionali e su un’ampia rete di qualificati consulenti esterni.

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In evidenza
TUTELA DEI POSSESSORI DI BOND GRECI VITTIME DELLO SWAP DEL 2012 Con la sentenza Mamatas e altri c. Grecia, pubblicata in data 21 luglio 2016, la Corte europea dei diritti dell’uomo si è pronunciata sui ricorsi presentati da migliaia di cittadini di nazionalità greca che lamentavano la violazione ...
RICORSO ILVA COMUNICATO AL GOVERNO ITALIANO La Corte europea dei diritti dell’uomo ha comunicato al Governo italiano il ricorso promosso dallo Studio SFP nell’interesse di 130 residenti nel Comune di Taranto e aree ad esso limitrofe volto a lamentare la violazione del diritto alla vita e ...
ANNULLATO IL REGOLAMENTO CHE DISCIPLINA LA PROCEDURA DI ABILITAZIONE SCIENTIFICA NAZIONALE PER L’ACCESSO AL RUOLO DEI PROFESSORI UNIVERSITARI Con sentenza 3 novembre 2015, n. 12407, la Terza Sezione Bis del TAR Lazio ha annullato il DPR 14 settembre 2011, n. 222, che regola la procedura di ...
ILLEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE DELLA PRESCRIZIONE ANTICIPATA DELLE VECCHIE LIRE Con sentenza n. 216 del 7 ottobre 2015, la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 26 del d.l. 6 dicembre 2011, n. 201 (c.d. Salva Italia), convertito, con modificazioni, dall’art. ...
CAMPAGNA "NESSUN BAMBINO DOVREBBE ESSERE APOLIDE" The European Network on Statelessness (ENS) ha pubblicato in data odierna un nuovo report dal titolo "Nessun bambino dovrebbe essere apolide" nell’ambito della campagna per porre fine all’apolidia dei bambini in Europa. Il report è reperibile a ...
ILLEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE DEL BLOCCO DELLE PENSIONI Con la nota sentenza n. 70 del 30 aprile 2015, la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del blocco della perequazione automatica delle pensioni introdotto dall’art. 24, comma 25, del d.l. 6 dicembre 2011, n. 201 ...
PROROGA DEL BLOCCO DELLE RETRIBUZIONI DEL PUBBLICO IMPIEGO La Legge di stabilità 2015 (l. 23.12.2014 n. 190, in G.U. n. 300 del 29.12.2014 - Suppl. ord. n. 99) ha prorogato sino al 31.12.2015 il blocco delle retribuzioni del pubblico impiego non contrattualizzato disposto per gli anni 2011-2013 ...
RICORSO ALLA CORTE EUROPEA IN MATERIA DI TARIFFE PER PRESTAZIONI SANITARIE -  Su iniziativa di Federlab Italia, i laboratori di analisi potranno ora far valere le proprie ragioni dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo. Lo Studio SFP è stato incaricato di predisporre ...
TUTELA DELLE VITTIME DEL DISASTRO SUL TRAGHETTO NORMAN ATLANTIC   - Lo Studio SFP, insieme ai professionisti del Global Justice Network, è attivamente coinvolto nella tutela dei passeggeri e dei familiari delle vittime che si trovavano a bordo del traghetto NORMAN ATLANTIC. Il Global Justice ...
CAMPAGNA DI ENS CONTRO L'APOLIDIA MINORILE - On November 20, 2014, the European Network on Statelessness (ENS) is launching its campaign ‘None of Europe’s Children should be Stateless’ to mark Universal Children’s Day and the 25th anniversary of the UN Convention on the Rights of the Child which ...
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Le grandi questioni

  • Blocco delle pensioni e diritto alla perequazione »

    Con la nota sentenza n. 70 del 30 aprile 2015, la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del blocco della perequazione automatica delle pensioni introdotto dall’art. 24, comma 25, del d.l. 6 dicembre 2011, n. 201 (c.d. Salva Italia), convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, l. 22 dicembre 2011, n. 214.

    Come inequivocabilmente statuito dalla Corte costituzionale, la sospensione del meccanismo di perequazione automatica delle pensioni, disposta con il decreto Salva Italia, viola “i limiti di ragionevolezza e proporzionalità (…) con irrimediabile vanificazione delle aspettative legittimamente nutrite dal lavoratore per il tempo successivo alla cessazione della propria attività” e si pone, pertanto, in contrasto insanabile con gli artt. 36, co. 1, e 38, co. 2, Cost. Eppure – a fronte di tali ineludibili rilievi – né il Governo, né il Parlamento sono intenzionati a dare piena esecuzione alla sentenza della Consulta, che avrebbe di per sé effetti erga omnes e che comporterebbe, quindi, l’obbligo di restituire ad ogni singolo pensionato i maggiori importi non percepiti in questi anni sulla base di una disposizione di legge dichiarata costituzionalmente illegittima.

    Tuttavia, con d.l. 21 maggio 2015, n. 65, il Governo ha previsto una restituzione soltanto parziale di quanto non percepito per gli anni 2012-2015 a titolo di perequazione, escludendo per di più talune categorie di pensionati (quelli che percepiscono trattamenti superiori a sei volte il minimo) dal diritto a percepire qualsiasi restituzione. In tal modo, però, si finisce per vanificare un principio fondamentale dello Stato di diritto, che impone di dare esecuzione alle sentenze, specialmente a quelle che promanano dal Giudice supremo delle leggi e che vieta al legislatore di intervenire con effetto retroattivo su diritti già maturati.

    Per questa ragione, lo Studio SFP è stato incaricato di intraprendere le azioni legali più opportune, anche in forma collettiva, sia dinanzi alle giurisdizioni nazionali sia dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo, per assicurare la completa restituzione di quanto dovuto in esecuzione della sentenza della Corte costituzionale.  (scrivici).

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  • Blocco pluriennale degli aumenti stipendiali nel pubblico impiego »

    Lo Studio SFP ha promosso un’azione collettiva dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo nell’interesse di decine di alti ufficiali delle Forze armate e dei Corpi di polizia dello Stato ad ordinamento militare per contestare gli effetti discriminatori del blocco totale di qualsiasi incremento o adeguamento retributivo nel settore del pubblico impiego non contrattualizzato, in vigore dal 2011 (per effetto del d.l. n. 78/2010) e recentemente prorogato dalla Legge di stabilità (l. 23 dicembre 2014, n. 190) sino al 31 dicembre 2015.

    Un’azione analoga è stata intrapresa dallo Studio SFP anche nell’interesse di un centinaio di professori e ricercatori universitari di vari Atenei italiani, rispetto ai quali la Corte costituzionale ha ritenuto legittimo il blocco (sentenza n. 310 del 2013), discostandosi dalle conclusioni cui essa era pervenuta in relazione ai magistrati e alle categorie equiparate (cfr. sentenza n. 223 del 2012) e privando così di qualsiasi ragionevole prospettiva di successo le azioni nel frattempo intraprese dinanzi alle giurisdizioni interne.

    Per maggiori informazioni circa le condizioni di adesione alle azioni collettive contatta il nostro Studio (scrivici).

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  • Contaminazione da arsenico e diritto all'acqua »

    Lo Studio SFP ha promosso un’azione dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo nell’interesse di alcuni residenti del Comune di Viterbo per denunciare la violazione del diritto all’acqua e del diritto al rispetto della vita privata e familiare a causa dell’inosservanza, da parte delle autorità statali, regionali e locali italiane, degli standard minimi di qualità delle acque e dell’assenza di informazioni sugli effetti della prolungata esposizione ad acque contaminate da livelli elevati di arsenico. In particolare, i ricorrenti contestano il mancato tempestivo adeguamento ai parametri di arsenico indicati dall’Unione europea (Direttiva 98/83/CE del Consiglio del 3 novembre 1998 concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano) e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come tollerabili dall’uomo adulto e non nocivi per la salute umana. Lo Studio SFP sta attualmente raccogliendo adesioni per la proposizione di analoghi ricorsi nell’interesse di tutti i residenti delle zone colpite dal problema arsenico. Per maggiori informazioni sulle condizioni e modalità di adesione all’azione contatta il nostro Studio (scrivici). 

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  • Forze armate e libertà di associazione sindacale »

    Lo Studio SFP ha intrapreso una pluralità di azioni legali volte ad ottenere il riconoscimento della libertà di associazione sindacale nell'ambito delle forze armate.

    A livello nazionale, la questione della legittimità costituzionale del divieto assoluto di costituzione o partecipazione ad associazioni di carattere sindacale, previsto dal Codice militare per tutti gli appartenenti alle forze armate (cfr. art. 1475, commi 2 e 4, del d.lgs. n. 66/2010), è attualmente al vaglio delle giurisdizioni amministrative. Con sentenza n. 8052, depositata il 23 luglio 2014, il TAR Lazio ha ritenuto tale questione manifestamente infondata, ribadendo sostanzialmente le motivazioni alla base della risalente pronuncia della Corte costituzionale n. 449 del 1999.

    Per un primo commento su tale pronuncia si veda G. FARES, La libertà di associazione sindacale nell'ordinamento delle forze armate alla prova delle nuove frontiere della CEDU, in Il nuovo diritto amministrativo, 2015.

    L'associazione ricorrente (ASSODIPRO) ha, tuttavia, proposto appello al Consiglio di Stato affinché la suprema istanza amministrativa rivaluti la questione anche alla luce della CEDU e delle altre norme internazionali a tutela della libertà sindacale.

    A livello europeo, lo Studio SFP ha promosso un’azione collettiva dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo nell’interesse di circa 400 militari della Guardia di Finanza al fine di contestare il divieto assoluto di costituzione o partecipazione ad associazioni di tipo sindacale da parte degli appartenenti ai corpi ad ordinamento militare e l'irragionevole disparità di trattamento cui sono sottoposti i militari della Guardia di Finanza rispetto ad altri corpi di polizia ad ordinamento civile che pure sono preposti allo svolgimento di analoghe funzioni di tutela dell'ordine e della sicurezza.

    La fondatezza degli argomenti sostenuti dai legali dello Studio SFP è confermata dalle recenti pronunce rese dalla Corte di Strasburgo (Adefdromil c. France, 2 ottobre 2014, e Matelly c. France, 2 ottobre 2014) con cui è stata sanzionata la legislazione francese, nella parte in cui stabilisce un divieto assoluto di costituzione o partecipazione ad associazioni sindacali da parte dei militari, per violazione del diritto alla libertà di associazione sindacale nell’ambito delle forze armate. I principi enunciati dalla Corte europea avranno dunque dirette implicazioni anche per l’ordinamento italiano.

    Per maggiori informazioni circa le azioni intraprese per il riconoscimento della libertà sindacale in ambito militare contatta il nostro Studio (scrivici).

  • Tutela dei possessori di bond greci vittime dello swap del 2012 »

    A seguito della decisione con cui la Corte suprema amministrativa greca ha ritenuto legittima dal punto di vista costituzionale l’introduzione retroattiva delle clausole di azione collettiva che ha reso possibile l’operazione di swap del 2012 ai danni degli investitori privati, lo Studio SFP sta attualmente proponendo una nuova serie di ricorsi alla Corte europea dei diritti dell’uomo per denunciare la violazione del diritto al rispetto dei beni e del divieto di discriminazione. Già nel 2012, centinaia di possessori di titoli greci di varie nazionalità (greci, italiani, francesi, austriaci, tedeschi, inglesi e sloveni), assistiti dallo Studio SFP e da altri studi legali italiani e stranieri, si erano rivolti alla Corte di Strasburgo, la quale però, in una serie di decisioni adottate nei primi mesi del 2013, aveva ritenuto di sospendere l’esame della questione sino a quando le giurisdizioni greche non si fossero pronunciate in modo definitivo sui ricorsi nel frattempo presentati da migliaia di investitori nazionali dinanzi alla Corte suprema amministrativa greca. Per maggiori informazioni su termini e modalità di adesione all’azione consulta il sito www.bondgreci-azionilegali.it oppure contatta direttamente il nostro Studio (scrivici). 

  • Prescrizione anticipata delle vecchie lire e tutela dei diritti di credito »

    Lo Studio SFP, insieme allo Studio Monferrino-Massara, ha proposto nel 2012 la prima azione collettiva dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo contro la prescrizione anticipata delle vecchie lire disposta dal Decreto “Salva Italia”, denunciando la violazione del diritto al rispetto dei beni e del principio del legittimo affidamento. La prescrizione con effetto immediato delle vecchie lire ancora in circolazione, decisa “a sorpresa” con un decreto legge entrato in vigore lo stesso giorno della sua pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, costituisce una misura di “espropriazione valutaria” che è stata adottata tradendo la fiducia di tutti coloro che avevano fatto legittimo affidamento sul termine del 28 febbraio 2012, stabilito dalla legge da ormai 10 anni. Recentemente, il Tribunale di Milano ha ritenuto non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale della norma del Decreto Salva Italia che ha previsto la prescrizione delle vecchie lire, rimettendo alla Corte costituzionale la relativa decisione

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